I molari sono i denti posteriori più grandi della bocca. Nei bambini se ne contano venti in tutto: otto da latte, che spuntano tra i 10 e i 30 mesi, e 12 permanenti, che erompono a partire dai 6 anni. Una particolarità che spesso sorprende i genitori: i molari permanenti non sostituiscono nessun dente da latte. Compaiono dietro l’ultima fila già presente e rimangono in bocca per tutta la vita.
Capire quando escono, riconoscere i sintomi normali e sapere quando invece è il caso di sentire il dentista: questo articolo risponde punto per punto alle domande più frequenti sulla dentizione dei molari nei bambini.
Quanti molari hanno i bambini e a cosa servono
La dentizione dei bambini prevede due fasi distinte. Nella prima, quella decidua o “da latte”, erompono in totale 20 denti: 4 incisivi centrali, 4 incisivi laterali, 4 canini, 4 primi molari e 4 secondi molari. Nella seconda fase, quella permanente, ogni bambino svilupperà 32 denti definitivi, tra cui 8 molari (senza contare gli ottavi, i cosiddetti denti del giudizio).
I molari sono i denti più larghi e piatti dell’arcata. La loro funzione principale è triturare il cibo prima della deglutizione, rendendo possibile una masticazione efficace. Svolgono anche un ruolo strutturale importante: occupano lo spazio posteriore dell’arcata e guidano il corretto sviluppo osseo mascellare. Un molare da latte perso troppo presto può causare lo spostamento dei denti vicini, con conseguenze sulla posizione dei permanenti. Per questo motivo vanno curati con la stessa attenzione di un dente definitivo.
Quando escono i molari da latte: il calendario
La dentizione decidua segue un ordine preciso. Gli incisivi arrivano per primi, i canini nel mezzo, i molari da latte chiudono la sequenza in due riprese.
I primi molari da latte tra i 10 e i 16 mesi
I primi molari da latte, detti anche “molaretti”, compaiono generalmente tra i 10 e i 16 mesi di età. Sono i quarti denti dell’arcata, posizionati tra gli incisivi laterali e lo spazio che occuperanno i canini. La loro uscita avviene spesso senza troppi problemi rispetto alla fase successiva, anche se le gengive possono gonfiarsi e provocare qualche giornata difficile.
Un dettaglio utile: in molti bambini i canini escono dopo i primi molari. La sequenza risultante è incisivi centrali, incisivi laterali, primi molari, canini, secondi molari. È normale e non indica alcun problema di sviluppo.
Se vuoi approfondire il calendario completo della dentizione da latte, puoi leggere l’articolo dedicato ai primi dentini del bambino.
I secondi molari da latte tra i 20 e i 30 mesi
I secondi molari da latte, gli ultimi denti decidui a comparire, spuntano tra i 20 e i 30 mesi. Sono i denti più grandi e profondi dell’intera dentizione da latte, e la loro eruzione è spesso la più impegnativa per il bambino. La superficie gengivale che devono attraversare è ampia, il fastidio dura qualche giorno in più rispetto agli altri denti e l’irritabilità tende ad essere più marcata.
Questi secondi molaretti rimarranno in bocca fino agli 11-12 anni circa, quando cadranno per fare spazio ai secondi premolari definitivi.
I molari permanenti: quando escono e perché non sostituiscono nessun dente da latte
Questo è il punto che crea più confusione. I molari permanenti non sono “ricrescite” di denti da latte persi: sono denti aggiuntivi, che aumentano la lunghezza dell’arcata man mano che la mascella cresce. Erompono dietro l’ultima fila già presente, senza che nessun dente da latte debba cadere per fargli spazio.
Il molare dei 6 anni: il dente più importante da proteggere
Il primo molare permanente compare intorno ai 6 anni, alle volte già a 5 anni e mezzo. Per questo viene chiamato “molare dei 6 anni”. Erompe silenziosamente, senza precedere la caduta di nessun dente da latte, e spesso i genitori non se ne accorgono subito perché il bambino non segnala dolore.
È il dente più importante dell’intera dentizione permanente: stabilisce l’altezza del morso, guida la posizione di tutti gli altri denti definitivi e lavora di più durante la masticazione. Proprio perché erompe presto e con uno smalto ancora in fase di maturazione, è il dente più vulnerabile alla carie. Per questo motivo, la sigillatura dei molari permanenti a 6 anni è uno degli interventi preventivi più raccomandati. Ne puoi leggere di più nella pagina dedicata alla prevenzione.
Il secondo molare permanente tra i 12 e i 13 anni
Il secondo molare permanente erompe tra i 12 e i 13 anni, dietro al primo. Come il molare dei 6 anni, non richiede la caduta di un dente da latte. È in questa fase che cade invece il secondo molaretto da latte, quasi in contemporanea, e i due eventi a volte si sovrappongono creando un po’ di disorientamento.

Sintomi dei molari nei bambini: cosa è normale e cosa no
La dentizione dei molari produce sintomi riconoscibili e in gran parte comuni a tutti i bambini. Conoscerli aiuta a distinguere quello che rientra nella norma da quello che merita attenzione.
I sintomi normali durante la dentizione dei molari includono:
Gengive gonfie e arrossate. La gengiva sopra il dente in eruzione si infiamma, diventa rossa e può sembrare sollevata. Spesso è visibile il contorno del dente sotto la mucosa.
Aumento della salivazione. La produzione di saliva aumenta in risposta all’irritazione gengivale. Il bambino bava di più, particolarmente di notte.
Bisogno di mordere oggetti. Il bambino porta alla bocca tutto quello che trova. La pressione esercitata sul mordere controagisce il fastidio gengivale.
Irritabilità e sonno disturbato. Il dolore sordo alle gengive si avverte soprattutto di sera e di notte, quando le distrazioni della giornata vengono meno.
Riduzione dell’appetito. Masticare fa male, quindi il bambino evita i cibi solidi. È un comportamento temporaneo, che si risolve con l’eruzione completa del dente.
Tutti questi sintomi sono normali e si auto-risolvono nel giro di qualche giorno, al massimo due settimane per molare. Per un approfondimento sul mal di denti nei bambini, incluse le cause non legate alla dentizione, consulta l’articolo dedicato al mal di denti nei bambini.
Febbre quando spuntano i molari
La relazione tra dentizione e febbre è uno degli argomenti più discussi tra i genitori. La letteratura scientifica è chiara: l’eruzione dei denti produce un’infiammazione locale delle gengive, che può causare un lieve innalzamento della temperatura corporea, generalmente inferiore a 38°C. Questa risposta è fisiologica e transitoria.
Una febbre superiore a 38,5°C non è attribuibile alla sola dentizione. In quei casi è sempre opportuno consultare il pediatra per escludere altre cause, perché una febbre alta in un bambino piccolo merita sempre una valutazione medica indipendente.
Distinguere le due situazioni è semplice: una temperatura lieve (37,2-37,8°C) che compare durante i giorni in cui la gengiva è gonfia e poi scompare rientra nella norma. Una febbre elevata, persistente o accompagnata da altri sintomi come vomito, diarrea o rash cutaneo richiede il parere del pediatra.
Diarrea, inappetenza e sonnolenza durante la dentizione dei molari: mito o realtà
I sintomi gastrointestinali come la diarrea vengono spesso attribuiti alla dentizione, ma la scienza non conferma un legame diretto. La saliva in eccesso inghiottita durante la dentizione può rendere le feci più molli, ma una vera diarrea persistente non è causata dall’eruzione dei denti. Se si presenta, è corretto valutarla indipendentemente.
C’è però un meccanismo che vale la pena conoscere: il sistema nervoso autonomo (o vegetativo) dei bambini piccoli è più reattivo di quello degli adulti. Lo stimolo locale dell’infiammazione gengivale può attivare risposte riflesse che si manifestano con nausea lieve, irritabilità intestinale o tosse stizzosa. Questi episodi, se brevi e isolati, non indicano patologia. Se si prolungano o si associano ad altri sintomi, meritano valutazione pediatrica.
La riduzione dell’appetito, al contrario, è reale e spiegabile: masticare fa male quando le gengive sono infiammate, quindi il bambino preferisce rifiutare i cibi solidi. Proporre alimenti morbidi e freschi in questi giorni è utile e del tutto appropriato.
Come aiutare il bambino durante la dentizione dei molari
Esistono alcuni rimedi pratici, sicuri e documentati per alleviare il fastidio durante l’eruzione dei molari:
Morditori refrigerati. Un morditore tenuto in frigorifero (non nel congelatore) offre sollievo per due motivi: la pressione della masticazione controagisce il fastidio gengivale, il freddo riduce l’infiammazione locale. Da usare sotto sorveglianza e senza elementi staccabili che possano essere ingeriti.
Massaggio gengivale. Un dito pulito o una garza sterile umida, massaggiata delicatamente sulla gengiva gonfia, produce un effetto controirritante immediato. Molti bambini la apprezzano anche perché sentono la presenza del genitore.
Alimenti freschi e morbidi. Purea di frutta fredda, yogurt, crema di verdure fresca: alimenti che non richiedono masticazione intensa e hanno una temperatura che placa l’irritazione locale.
Antidolorifici pediatrici, solo se necessario. Se il fastidio è intenso e il bambino non riesce a dormire, il pediatra può indicare una dose adeguata di paracetamolo o ibuprofene. Non usare mai antidolorifici senza indicazione medica nei bambini sotto i 6 mesi.
Cosa evitare. I gel gengivali a base di lidocaina per uso topico sono sconsigliati nei bambini piccoli: la quantità di anestetico assorbita dalla mucosa può superare la dose sicura. Anche i gel gengivali senza lidocaina meritano attenzione: molti contengono zuccheri aggiunti per rendere il sapore gradevole al bambino, che però a contatto prolungato con i denti in eruzione favoriscono la carie. Prima di usare qualsiasi prodotto topico, è sempre opportuno sentire il pediatra o il dentista.
Quando portare il bambino dal dentista durante l’uscita dei molari
La comparsa dei molari, sia da latte che permanenti, è un momento in cui una visita di controllo ha senso anche in assenza di dolore. Alcune situazioni specifiche, però, richiedono attenzione più rapida:
Gengiva gonfia che non migliora dopo 2 settimane. A volte il tessuto gengivale cresce sopra il molare in eruzione (un fenomeno chiamato opercolo), rendendo l’area difficile da pulire e predisponendo all’infezione. Il dentista può valutare se è necessario un piccolo intervento.
Dolore intenso e localizzato in un dente specifico. Il dolore diffuso alle gengive è normale. Un dolore puntiforme, che aumenta alla pressione o alla temperatura, può indicare una carie o un ascesso, non legato alla dentizione.
Il molare dei 6 anni non è ancora comparso entro i 7 anni. In alcuni bambini l’eruzione è più tardiva, ma un controllo è utile per escludere denti inclusi o problemi di spazio.
Comparsa anomala di macchie sul molare appena uscito. Macchie bianche, gialle o marroni su un molare permanente appena erotto possono indicare MIH (ipomineralizzazione molare-incisiva), una condizione che richiede monitoraggio e, nei casi più seri, trattamento preventivo precoce.
Nei miei studi di Vittoria e Gela accompagno i bambini in ogni fase della dentizione, dalla prima comparsa dei molaretti fino all’eruzione completa dei molari permanenti. Se noti qualcosa che ti preoccupa, il Percorso Anti-Stress inizia già dalla prima telefonata: ogni visita è pensata per essere un’esperienza positiva, non un motivo d’ansia. Puoi prenotare una prima visita in entrambi gli studi, a Vittoria (RG) e a Gela (CL).
Domande frequenti sui molari nei bambini
I primi molari da latte escono tra i 10 e i 16 mesi, i secondi tra i 20 e i 30 mesi. I molari permanenti compaiono a 6 anni e tra i 12 e i 13 anni.
Gengive gonfie e rosse, aumento della salivazione, bisogno di mordere, irritabilità, sonno disturbato e riduzione dell’appetito. Durano pochi giorni per dente.
Un lieve rialzo termico sotto i 38°C può accompagnare l’eruzione. Febbre superiore a 38,5°C non è attribuibile ai denti e richiede valutazione pediatrica.
Il fastidio dura in genere da 3 a 7 giorni per dente, con picco nelle 48 ore precedenti e successive all’eruzione. I secondi molari possono richiedere qualche giorno in più.
Esistono sia molari da latte (decidui, 8 in totale, che cadono tra i 10 e i 12 anni) sia molari permanenti, che non sostituiscono nessun dente da latte ma erompono dietro di essi.
Morditori refrigerati, massaggio gengivale con dito pulito, alimenti morbidi e freschi. Su indicazione del pediatra, paracetamolo o ibuprofene in dose adeguata all’età.

