Denti del neonato: quando spuntano, in che ordine e quali sono i sintomi

visita dottoressa alice cutrara bambina di 5 anni caduta denti da latte

i 3 Tabella Dei Contenuti

I denti del neonato, tecnicamente i denti decidui o “denti da latte”, iniziano a spuntare tra i 4 e i 7 mesi di vita. I 20 denti decidui che compongono la prima dentatura completano la loro eruzione entro i 30 mesi circa. Il processo si chiama dentizione e segue un ordine preciso, con variazioni individuali del tutto fisiologiche. Questa guida risponde alle domande più frequenti dei genitori: quando aspettarsi il primo dentino, in che sequenza arrivano gli altri, quali sintomi sono normali e come aiutare il bambino in questo periodo.

Una precisione utile per i genitori

Nel linguaggio comune si parla spesso di “denti del neonato”, ma in senso stretto il neonato è il bambino nei primi 28 giorni di vita, un periodo in cui i denti non sono ancora presenti. La dentizione comincia nella fase del lattante, tra i 4 e i 12 mesi, e prosegue nei primi anni. Questa distinzione non cambia nulla sul piano pratico: se stai cercando informazioni sui primi dentini del tuo bambino piccolo, sei nel posto giusto.

illustrazione eruzione e caduta denti da latte

Quando spuntano i denti: il calendario della dentizione

La dentizione decidua inizia, nella maggior parte dei bambini, tra il quarto e il settimo mese di vita. Ogni bambino ha i suoi tempi: un dentino che compare a 4 mesi è precoce ma normale, uno che arriva a 12 mesi è tardivo ma altrettanto fisiologico. La variabilità è ampia e riconosciuta dalla letteratura scientifica.

Sotto trovi il calendario medio di eruzione, con le fasce d’età di riferimento per la popolazione europea. Ricorda che si tratta di medie: uno scarto di 2-3 mesi in più o in meno è del tutto nella norma.

DentePosizioneEtà media di eruzione
Incisivi centrali inferioriDavanti in basso6-10 mesi
Incisivi centrali superioriDavanti in alto8-12 mesi
Incisivi laterali superioriFianco alto9-13 mesi
Incisivi laterali inferioriFianco basso10-16 mesi
Primi molariDietro (in basso e in alto)13-19 mesi
CaniniLaterali (cuspide appuntita)16-23 mesi
Secondi molariDietro tutti gli altri23-31 mesi

In che ordine escono i denti: la sequenza dal primo all’ultimo

L’ordine di eruzione segue uno schema abbastanza costante, anche se le eccezioni non mancano. Conoscerlo aiuta a capire a cosa ci si può aspettare nei mesi successivi.

Gli incisivi centrali inferiori sono quasi sempre i primi ad arrivare, tra i 6 e i 10 mesi. Compaiono in coppia, uno alla volta o quasi simultaneamente. Molti genitori li scoprono per caso, passando il dito sulle gengive del bambino, prima ancora di vederli.

Gli incisivi centrali superiori seguono qualche settimana dopo, tra gli 8 e i 12 mesi. Sono quelli più visibili nel sorriso e spesso i più attesi.

Gli incisivi laterali completano il gruppo frontale, prima in alto poi in basso, tra i 9 e i 16 mesi. A questo punto il bambino ha otto denti: quattro sopra e quattro sotto.

I primi molari compaiono tra i 13 e i 19 mesi, in fondo all’arcata. Sono denti più larghi, con più superficie gengivale da perforare, e per questo spesso causano più fastidio rispetto agli incisivi.

I canini, i denti con la punta appuntita, arrivano tra i 16 e i 23 mesi, dopo i primi molari ma prima dei secondi.

I secondi molari, gli ultimi della dentizione decidua, completano il quadro tra i 23 e i 31 mesi. Con la loro comparsa il bambino ha tutti e 20 i denti da latte.

Per approfondire la comparsa del primo dentino e i segnali che la anticipano, puoi leggere l’articolo dedicato: I primi dentini del bambino: quando spuntano e cosa aspettarsi.

I sintomi dei dentini: cosa è normale e cosa no

La dentizione è un processo fisiologico, non una malattia. I sintomi che l’accompagnano sono nella grande maggioranza dei casi lievi e localizzati, e si risolvono spontaneamente nel giro di giorni.

I sintomi più frequenti, confermati dalla letteratura clinica, sono:

Scialorrea (la bava): è il sintomo più comune. Le ghiandole salivari aumentano la produzione di saliva per lubrificare le gengive infiammate. Il mento e il bavaglietto si bagnano continuamente. Bavaglini morbidi e cambietti di ricambio frequenti evitano irritazioni cutanee.

Irritabilità e sonno disturbato: il fastidio gengivale rende il bambino più agitato, soprattutto nelle ore notturne. È normale che i risvegli aumentino temporaneamente.

Tendenza a mordere e masticare: il bambino cerca sollievo mettendo in bocca qualsiasi cosa. Anelli da dentizione in silicone sicuro, o un panno pulito inumidito e leggermente raffreddato in frigorifero (mai nel congelatore), aiutano a dare un po’ di sollievo meccanico alla gengiva.

Gengive arrossate, gonfie o con una piccola protuberanza bluastra: la zona dove sta per erompere il dente può apparire gonfia, arrossata o mostrare una piccola sacca bluastra ripiena di liquido. Quest’ultima, chiamata cisti d’eruzione, è benigna e si risolve da sola con la comparsa del dente. Non va forata.

Inappetenza temporanea: il fastidio alla gengiva può ridurre il desiderio di prendere il biberon o il seno. Si tratta di un calo transitorio.

Lattante di circa 7 mesi che sorride mostrando il primo dentino inferiore appena erotto

Gengive gonfie, bava e irritabilità: perché succede

Quando un dente sta per erompere, spinge verso l’alto attraverso il tessuto gengivale. Questa pressione meccanica attiva una risposta infiammatoria locale: le gengive si arrossano, si gonfiano, diventano più sensibili al tatto. L’aumento di saliva è una risposta protettiva dell’organismo.

Il processo può richiedere da pochi giorni a qualche settimana, a seconda del dente. I molari, che hanno una superficie più ampia, tendono a impiegare più tempo e a causare più fastidio rispetto agli incisivi frontali.

Il massaggio gengivale, eseguito con un dito pulito o con un apposito ditale in silicone morbido, può offrire sollievo temporaneo applicando una contropressione alla gengiva. Se il bambino mostra un disagio particolarmente intenso, vale la pena sentire il pediatra o la dentista pediatrica per valutare l’opzione di un analgesico adatto all’età.

Per approfondire i segnali che anticipano la comparsa del primo dentino, consulta anche: Comparsa del primo dentino: 5 segnali da riconoscere.

Febbre durante la dentizione: è davvero colpa dei denti?

È una delle domande più frequenti. La risposta clinica è più sfumata di quanto si creda comunemente.

La dentizione può essere accompagnata da un lieve rialzo termico, generalmente inferiore ai 38°C, nelle 24 ore intorno all’eruzione del dente. Questo aumento di temperatura è correlato all’infiammazione locale della gengiva, non a un’infezione in corso.

Una febbre superiore ai 38°C, persistente oltre le 24-48 ore, o accompagnata da altri sintomi come malessere generale, difficoltà respiratorie, vomito ripetuto o rash cutanei, non va attribuita ai dentini. In questi casi è necessaria una valutazione dal pediatra, perché la causa è con tutta probabilità un’infezione intercorrente, del tutto indipendente dalla dentizione.

Un dato importante: nei lattanti il sistema nervoso autonomo è più reattivo rispetto a quello degli adulti. Questo spiega perché, durante la dentizione, possono comparire disturbi vagali come una tosse stizzosa isolata o feci leggermente più morbide, senza che ci sia un’infezione in corso. Se questi sintomi sono isolati, lievi e si risolvono in pochi giorni, non richiedono trattamento.

Approfondimento scientifico

Evidenze e studi a supporto dell’argomento trattato

Uno studio clinico su 254 bambini (età media 16 mesi) ha confermato che i sintomi più frequenti della dentizione sono la scialorrea (92% dei casi), i disturbi del sonno (82%) e l’irritabilità (75%). Le misurazioni della temperatura corporea hanno rilevato un lieve aumento solo nel giorno dell’eruzione del dente. Gli studi non hanno trovato associazione statisticamente significativa tra dentizione e febbre alta o diarrea. Gli anelli da dentizione sono risultati il rimedio più efficace per ridurre i sintomi.

Leggi lo studio su PubMed ↗

BMC Oral Health • 2015

Diarrea, raffreddore e vomito durante la dentizione: cosa dice la scienza

La credenza popolare che la dentizione causi diarrea, raffreddore o vomito è molto diffusa, ma non trova conferma solida nella letteratura scientifica. Gli studi disponibili indicano che febbre alta, diarrea franca e sintomi respiratori non sono direttamente causati dall’eruzione dentale.

Questo non significa ignorare questi sintomi: significa non attribuirli automaticamente ai dentini, e valutarli per quello che sono. Un bambino che presenta diarrea con disidratazione, febbre alta persistente o difficoltà respiratorie necessita di una valutazione pediatrica, indipendentemente dal fatto che stia mettendo i denti.

Ciò detto, come accennato nella sezione precedente, il sistema nervoso autonomo dei lattanti è più reattivo di quello degli adulti. Una transitoria regolazione intestinale meno precisa o una tosse isolata, in assenza di altri sintomi, possono in alcuni casi accompagnare l’eruzione senza che ci sia una causa infettiva. Se il dubbio persiste, il pediatra è sempre il primo riferimento.

Come aiutare il bambino che sta mettendo i denti

Nessun rimedio elimina il processo di dentizione, che è fisiologico. L’obiettivo è alleviare il disagio nelle fasi più intense.

Anelli da dentizione: la pressione meccanica sulla gengiva offre sollievo. Gli anelli in silicone certificato, privi di BPA, sono sicuri. Quelli refrigerati (mai congelati: il freddo eccessivo può causare lesioni gengivali) amplificano l’effetto analgesico del freddo.

Massaggio gengivale: un dito pulito o un ditale in silicone morbido, massaggiato delicatamente sulla gengiva gonfia, contrasta la pressione dal basso con una contropressione dall’esterno. Molti bambini lo trovano calmante.

Alimenti freschi e morbidi per i bambini già svezzati: yogurt freddo, frutta grattugiata, purea di verdure a bassa temperatura. Il freddo riduce l’infiammazione locale, la consistenza morbida evita ulteriori pressioni sulle gengive.

Igiene orale precoce: la dentizione è il momento giusto per iniziare le abitudini di igiene. Anche prima che i denti siano visibili, pulire le gengive con una garza umida dopo i pasti rimuove i residui alimentari. Appena compare il primo dentino, si passa a uno spazzolino morbido per lattanti.

Per approfondire l’igiene orale nei primissimi mesi di vita, leggi l’articolo sui benefici dell’allattamento per la salute orale del bambino.

Gengive bianche o macchie strane: quando preoccuparsi

Non tutto quello che si vede sulle gengive durante la dentizione richiede un intervento immediato. Alcune situazioni, però, meritano attenzione.

Cisti d’eruzione: una piccola sacca bluastra o violacea sulla gengiva, sopra il dente in arrivo. È piena di liquido, si forma quando il tessuto gengivale si gonfia attorno al dente in crescita. Nella quasi totalità dei casi si rompe spontaneamente con l’eruzione del dente. Non va toccata né forata.

Gengive bianche attorno al dente: spesso è semplicemente il bordo del dente che sta per emergere, visibile in trasparenza sotto la mucosa. Non è un segnale di allarme.

Macchie bianche opache sui denti appena comparsi: se le macchie sono presenti fin dall’eruzione del dente (non si sviluppano nel tempo), potrebbero indicare una condizione chiamata ipomineralizzazione dello smalto. Merita una valutazione clinica precoce, prima che lo smalto si deteriori ulteriormente.

Denti che spuntano in posizione anomala o molto inclinati: nelle prime settimane i dentini possono sembrare storti. Spesso si raddrizzano man mano che arrivano gli altri. Se la posizione rimane anomala dopo qualche mese, è opportuno segnalarla al dentista pediatrico.

Se noti qualcosa che ti lascia dubbioso, un consulto con una dentista pediatrica è sempre la scelta più sicura: scopri come avviene la prima visita al nostro studio.

Leggi anche: Frenulo corto nei bambini: cos’è e quando intervenire — una condizione che può emergere già nei primissimi mesi di vita e che riguarda la bocca del neonato in senso stretto.

Dentizione tardiva: quando i denti non arrivano nei tempi previsti

Se a 12-13 mesi il primo dentino non è ancora comparso, molti genitori iniziano a preoccuparsi. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una variante fisiologica della norma: bambini sani mettono il primo dente anche a 14-15 mesi senza che ci sia nulla di patologico.

Le cause di una dentizione tardiva sono spesso genetiche, lo stesso schema di eruzione ritardata si riscontra spesso anche nei genitori. Altri fattori che possono influire sono il peso alla nascita, la prematurità e alcune carenze nutrizionali.

Una dentizione tardiva merita una valutazione clinica se: il primo dente non è comparso entro i 18 mesi, se altri marcatori dello sviluppo sono in ritardo, o se ci sono segni clinici che suggeriscono una causa specifica. Il dentista pediatrico, con un’eventuale radiografia panoramica, può verificare la presenza dei germi dentali e rassicurare i genitori con dati concreti.

Quando portare il bambino dal dentista per la prima volta

La prima visita odontoiatrica non va rimandata fino a quando ci sono problemi. L’American Academy of Pediatric Dentistry raccomanda di programmare la prima visita entro il primo anno di vita, o al massimo con la comparsa del primo dentino.

Una visita precoce ha tre obiettivi concreti: verificare che lo sviluppo dentale proceda correttamente, iniziare a educare i genitori all’igiene orale del bambino, e creare fin da piccolo un’associazione positiva con lo studio dentistico, elemento fondamentale per prevenire l’ansia dentale negli anni successivi.

Al nostro studio a Vittoria e Gela, la prima visita per i bambini è costruita seguendo il Percorso Anti-Stress: un approccio che parte dall’ambiente, passa dal linguaggio e arriva alla tecnica, con l’obiettivo di trasformare ogni appuntamento in un’esperienza serena per il bambino e rassicurante per il genitore.

Se il tuo bambino ha già i primi dentini o stai notando qualcosa che ti preoccupa, prenota una visita di controllo: scopri come prepararti alla prima visita.

Domande frequenti sui denti del neonato

I primi denti compaiono generalmente tra i 4 e i 7 mesi. Il primo è quasi sempre l’incisivo centrale inferiore. Variazioni fino a 14-15 mesi sono fisiologiche.

I sintomi più comuni sono scialorrea, irritabilità, disturbi del sonno e gengive arrossate. Sono temporanei e si risolvono con l’eruzione del dente.

Un lieve rialzo termico (sotto i 38°C) nelle 24 ore dell’eruzione è possibile. Una febbre alta persistente non è attribuibile ai dentini: serve valutazione pediatrica.

I segnali principali sono bava intensa, tendenza a mordere ogni cosa, irritabilità e gengive gonfie o arrossate. Passare un dito sulle gengive permette di sentire la protuberanza del dente.

Anelli da dentizione in silicone refrigerati (non congelati), massaggio gengivale con dito pulito e alimenti freschi e morbidi per i bambini già svezzati sono i rimedi più efficaci.

La prima visita è consigliata entro il primo anno di vita o alla comparsa del primo dentino, e comunque non oltre i 3 anni. Prima si comincia, meglio è per la salute orale del bambino.

È molto raro ma possibile. Si parla di dentizione precoce. Se compare un dente prima dei 4 mesi, è opportuno segnalarlo al dentista pediatrico per una valutazione.

Il disagio è generalmente più intenso nei giorni immediatamente prima e dopo l’eruzione del dente, poi si riduce. L’intero processo di dentizione decidua dura fino ai 30 mesi circa.

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