Che problemi danno i denti storti nei bambini?

Bambino sorridente durante visita ortodontica pediatrica nello studio della Dott.ssa Alice Cutrera a Vittoria e Gela

i 3 Tabella Dei Contenuti

I denti storti nei bambini, tecnicamente definiti malocclusione o disallineamento dentale, si verificano quando i denti crescono sovrapposti, ruotati o fuori dall’arcata dentale. Possono riguardare i denti da latte, quelli permanenti o entrambi, e le conseguenze cambiano molto in base all’età del bambino e alla causa che li ha prodotti.

La domanda che si fanno quasi tutti i genitori è: quanto è grave? Devo preoccuparmi? La risposta dipende da quanti anni ha tuo figlio, da quali denti sono coinvolti e da cosa ha causato il disallineamento. In alcuni casi i denti si sistemano da soli con la crescita. In altri, intervenire presto fa una differenza enorme rispetto ad aspettare.

Questo articolo risponde a tutte le domande che i genitori si fanno sui denti storti dei bambini: le cause, le conseguenze reali, quando è normale non fare nulla e quando invece vale la pena agire.

I denti da latte storti: quando è normale e quando no

I dentini da latte storti nei neonati e nei bambini piccoli sono, nella maggior parte dei casi, del tutto normali. Le arcate di un bambino tra i 2 e i 4 anni sono ancora in piena crescita: le ossa mascellari si espandono, i denti da latte si assestano, e quello che sembra un disallineamento oggi può sparire completamente prima dei 6 anni.

Quello che spesso preoccupa i genitori, e che invece è fisiologico, è la presenza di spazi tra i denti da latte. Quegli spazi sono in realtà un segnale positivo: serviranno ai denti permanenti, più grandi, per trovare posto nell’arcata.

Ci sono però situazioni in cui anche nei primi anni di vita vale la pena fare una valutazione. I segnali da tenere sotto osservazione nei bambini sotto i 5 anni sono:

  • un morso incrociato (i denti superiori chiudono dentro quelli inferiori)
  • la mandibola che scatta o si sposta da un lato quando il bambino chiude la bocca
  • un morso aperto frontale persistente oltre i 4 anni
  • i dentini storti che continuano a peggiorare invece di restare stabili
  • il profilo gengivale degli incisivi non è uniforme, ovvero si notano recessioni su singoli denti

Nessuno di questi segnali richiede un intervento immediato, ma meritano una prima valutazione con la dentista pediatrica per capire se si tratta di una fase transitoria o di qualcosa da monitorare.

bambino di 8 anni con la bocca aperta che mostra i denti disallineati

Le cause dei denti storti nei bambini: non è solo colpa del ciuccio

Quasi tutti pensano che i denti storti dipendano dal ciuccio. In realtà il ciuccio è solo una delle possibili cause, e spesso nemmeno la principale. I denti crescono storti quando uno o più di questi fattori si combinano durante la crescita.

La genetica

La forma delle arcate, la dimensione dei denti e lo spazio disponibile nella bocca sono caratteristiche in gran parte ereditarie. Un bambino con denti grandi e arcate relativamente piccole ha una probabilità maggiore che i denti permanenti crescano sovrapposti. Se mamma, papà o entrambi hanno portato l’apparecchio, è utile dirlo alla dentista pediatrica già durante la prima visita di controllo.

La respirazione orale

Questa è la causa che più frequentemente viene sottovalutata dai genitori. Un bambino che respira abitualmente dalla bocca, per qualsiasi ragione (tonsille, adenoidi, riniti ricorrenti, abitudine), esercita una pressione anomala sullo sviluppo del palato. La lingua, che in condizioni normali preme contro il palato mantenendolo largo, si abbassa. Il risultato è un palato stretto, arcate strette e una maggiore probabilità di denti sovrapposti e morso incrociato posteriore.

La ricerca scientifica su questo tema è ampia e coerente. Studi pubblicati su PubMed negli ultimi anni documentano come la respirazione orale nei bambini sia associata in modo significativo a palato ogivale, morso incrociato posteriore e maggiore prevalenza di malocclusioni rispetto ai bambini che respirano dal naso.

Fonte scientifica

Approfondimento basato sulla letteratura scientifica

Una revisione sistematica pubblicata su BMC Oral Health ha analizzato gli effetti della respirazione orale sullo sviluppo scheletrico facciale nei bambini, confermando un’associazione significativa con palato ristretto, morso incrociato posteriore, aumento del morso aperto e maggiore prevalenza di malocclusioni rispetto ai bambini che respirano dal naso.

Leggi lo studio su PubMed ↗

BMC Oral Health • 2021

Se tuo figlio dorme con la bocca aperta, russa spesso, ha frequenti raffreddori o ha difficoltà a respirare dal naso, vale la pena parlarne con la dentista pediatrica: il problema non è solo ORL, ma coinvolge lo sviluppo della bocca.

Il ciuccio e il succhiamento del pollice

L’uso del ciuccio entro i 2 anni non è un problema. Prolungato oltre i 3-4 anni invece, può modificare la posizione dei denti anteriori, la forma dell’arcata superiore e la postura della lingua, portando a morso aperto frontale o denti sporgenti. Lo stesso vale per il succhiamento del pollice, con l’aggravante che è più difficile da interrompere perché sempre disponibile.

Se vuoi approfondire questo tema specifico, ho scritto un articolo dedicato a ciuccio e denti storti.

La perdita precoce dei denti da latte

Quando un dente da latte cade troppo presto, per una carie profonda o un trauma, lo spazio che lascia tende a chiudersi. I denti adiacenti si spostano, e il dente permanente che dovrebbe uscire in quella posizione trova meno posto o cresce in posizione anomala. In questi casi può essere necessario un mantenitore di spazio per preservare la posizione corretta nell’arcata. Se hai notato che al tuo bambino è cresciuto un dente permanente dietro quello da latte, potrebbe essere collegato a questo meccanismo.

La deglutizione atipica

La lingua, durante la deglutizione, dovrebbe premere contro il palato. Se invece preme contro i denti anteriori (deglutizione atipica), nel tempo può spingere i denti frontali verso l’esterno. È una causa meno conosciuta ma rilevante, spesso associata alla respirazione orale.

Che problemi danno i denti storti?

I denti storti non sono solo una questione estetica. Le conseguenze reali di un disallineamento non trattato si distribuiscono su più livelli.

Igiene più difficile e rischio carie più alto. Dove i denti si sovrappongono, lo spazzolino non arriva. La placca si accumula nei punti di contatto e il rischio di carie e infiammazione gengivale aumenta in modo significativo. Lo smalto dei denti da latte è più sottile di quello dei permanenti: questo li rende più vulnerabili.

Difficoltà nella masticazione. Un morso che non combacia correttamente può rendere la masticazione meno efficiente. Il bambino tende a masticare da un lato solo, il che nel tempo può provocare uno sviluppo asimmetrico delle arcate e un affaticamento dei muscoli mandibolari.

Problemi articolari. La malocclusione, soprattutto il morso incrociato, è associata a una maggiore prevalenza di disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare nei bambini e negli adolescenti. Non è una certezza automatica, ma è un rischio documentato dalla letteratura scientifica.

Conseguenze sull’estetica e sulla fiducia. Un sorriso con denti molto storti può pesare sull’autostima dei bambini in età scolare. Non è da trascurare: il benessere psicologico del bambino è parte della valutazione clinica.

Trattamenti più complessi in età adulta. Questo è forse il punto più importante. I problemi scheletrici (palato stretto, morso incrociato, discrepanza mascellare) sono trattabili in modo semplice ed efficace durante la crescita, quando le ossa sono ancora plastiche. Aspettare l’età adulta significa spesso affrontare interventi più lunghi, più costosi e talvolta chirurgici.

Denti storti a 6-7 anni: il momento più delicato

Tra i 6 e i 7 anni avviene qualcosa di importante: cominciano a spuntare i primi molari permanenti e i primi incisivi permanenti. È la fase in cui il disallineamento diventa più evidente e più facile da intercettare.

I denti storti bambini 6 anni spesso preoccupano i genitori perché i nuovi incisivi permanenti sembrano enormi rispetto alla bocca del bambino e crescono in posizioni strane. In molti casi questo è del tutto temporaneo: le arcate si espandono e i denti trovano il loro posto. In altri casi invece c’è un problema reale di spazio che conviene affrontare subito, mentre le ossa sono ancora in piena crescita.

Tra i 6 e i 12 anni si apre quella che in ortodonzia viene chiamata la finestra dell’ortodonzia intercettiva: il momento in cui è possibile guidare la crescita delle ossa, non solo spostare i denti. Agire in questa fase significa spesso evitare trattamenti molto più complessi in adolescenza.

La stessa logica vale per i denti storti bambini 7 anni: a questa età cominciano a cadere gli incisivi da latte e a spuntare quelli permanenti. Non è troppo presto per una valutazione ortodontica, anche se non è ancora il momento di intervenire in tutti i casi.

Quando i denti storti si riallineano da soli e quando no

Questa è la domanda che più spesso i genitori fanno in studio, e la risposta dipende dall’età e dal tipo di disallineamento.

Si sistemano da soli, spesso:

  • I dentini da latte storti nei bambini tra i 2 e i 5 anni, se non sono associati a un morso incrociato
  • I piccoli spazi o sovrapposizioni lievi nei denti da latte
  • Gli incisivi permanenti che sembrano “storti” appena spuntati, prima che escano i canini

Non si sistemano da soli:

  • un morso incrociato (i denti superiori chiudono dentro quelli inferiori)
  • un morso inverso anteriore (gli incisivi inferiori chiudono più in avanti dei superiori)
  • la mandibola che scatta o si sposta da un lato quando il bambino chiude la bocca
  • un morso aperto frontale persistente oltre i 4 anni
  • i dentini storti che continuano a peggiorare invece di restare stabili

Per il morso incrociato nei bambini, la finestra di trattamento ottimale è tra i 5 e i 9 anni. Dopo la pubertà la correzione scheletrica non è più possibile e si deve ricorrere a trattamenti più invasivi.

Come evitare che i denti crescano storti: la prevenzione che funziona

Non sempre si può prevenire il disallineamento, soprattutto quando dipende dalla genetica. Ma alcune abitudini riducono in modo concreto il rischio.

Interrompere il ciuccio entro i 2 anni è il primo passo pratico. Non è un dogma, ma è la soglia oltre la quale la pressione sui denti diventa rilevante per lo sviluppo dell’arcata.

Verificare la respirazione del bambino è forse la prevenzione più sottovalutata. Un bambino che respira dalla bocca di notte, o che ha la bocca abitualmente aperta, merita una valutazione: non solo per le adenoidi o le tonsille, ma anche per le conseguenze sullo sviluppo del palato.

Curare i denti da latte è prevenzione ortodontica. Una carie non trattata che porta alla perdita precoce del dente crea uno squilibrio di spazio che si ripercuote sui permanenti. I denti da latte non sono provvisori nel senso di “non importanti”: sono le guide dei denti definitivi.

Fare la prima visita ortodontica entro i 6-7 anni è la raccomandazione delle linee guida dell’American Association of Orthodontists. Non significa che a quell’età serve l’apparecchio: significa che un professionista può dirti se c’è un problema in corso, quanto è urgente e se aspettare è la scelta giusta.

Quando portare il bambino dall’ortodontista pediatrico

Il Ministero della Salute italiano indica la prima visita dallo specialista in ortodonzia intorno ai 5-6 anni. Le linee guida dell’American Association of Orthodontists la collocano entro i 7 anni, con la possibilità di anticipare in presenza di problemi evidenti già dai 4 anni.

Nella pratica clinica, ci sono situazioni che non richiedono di aspettare un’età specifica. Porta il tuo bambino a una valutazione ortodontica prima dei 6 anni se noti:

  • la mandibola che scatta o si sposta quando chiude la bocca
  • i denti superiori che chiudono dentro quelli inferiori (morso incrociato)
  • un morso aperto frontale: i denti di sopra e di sotto non si toccano anche quando il bambino chiude la bocca
  • la bocca abitualmente aperta, soprattutto di notte

Dopo i 6 anni, porta il bambino a un controllo ortodontico di routine anche senza problemi evidenti. È il momento in cui spuntano i primi molari permanenti e gli incisivi definitivi, e avere un quadro chiaro della situazione permette di pianificare in anticipo.

Se sei a Vittoria o a Gela, puoi prenotare una valutazione ortodontica con la Dott.ssa Alice Cutrera direttamente dal modulo contatti. La visita è pensata per essere un momento sereno per il bambino: niente fretta, niente strumenti invasivi, solo un’osservazione attenta delle arcate e una spiegazione chiara di quello che si vede.

Il Percorso Anti-Stress parte da qui: dalla prima valutazione, che è un momento di ascolto prima ancora che di diagnosi.

Denti storti e apparecchio: quando è necessario?

Non tutti i bambini con i denti storti hanno bisogno dell’apparecchio, almeno non subito. La scelta dipende dal tipo di problema, dall’età e dalla fase di crescita.

Per approfondire quali apparecchi esistono oggi per i bambini, quando vengono usati e come funzionano, ho scritto un articolo dedicato: apparecchio per bambini: quando metterlo e quale scegliere.

Per i problemi scheletrici come il palato stretto o il morso incrociato, l’espansore palatale è spesso lo strumento di prima scelta nella fascia 6-11 anni. Per problemi di posizione dei denti nei bambini più grandi si usano apparecchi fissi o mobili. Per i casi lievi in adolescenti collaborativi sono disponibili anche le mascherine trasparenti.

Ogni trattamento viene scelto dopo una valutazione individuale: non esiste un protocollo uguale per tutti, perché ogni bocca ha la sua storia e i suoi tempi.

Domande frequenti sui denti storti nei bambini

Sì, nella maggior parte dei casi. Le arcate sono in crescita e piccoli disallineamenti si risolvono spesso da soli entro i 6 anni. Fa eccezione il morso incrociato, che va sempre valutato.

I denti da latte leggermente sovrapposti spesso si sistemano con la crescita. I problemi scheletrici come il morso incrociato o il palato stretto non si risolvono da soli e richiedono trattamento.

Le cause principali sono genetica, respirazione orale, ciuccio prolungato oltre i 2-3 anni, perdita precoce dei denti da latte e deglutizione atipica. Spesso più fattori agiscono insieme.

Le linee guida indicano una prima valutazione ortodontica entro i 6-7 anni. In presenza di morso incrociato o bocca abitualmente aperta, è consigliabile non aspettare e anticipare il controllo.

Rischio carie più alto per difficoltà nell’igiene, masticazione meno efficiente e possibili problemi articolari. In età adulta i trattamenti necessari sono spesso più complessi e più lunghi.

Interrompere il ciuccio entro i 2 anni, curare i denti da latte, verificare la respirazione del bambino e fare la prima visita ortodontica entro i 6-7 anni sono le azioni preventive più efficaci.

La mandibola che scatta o si sposta chiudendo la bocca, i denti superiori che chiudono dentro quelli inferiori e la bocca abitualmente aperta sono i segnali da osservare già a 3 anni.

Entro i 2 anni generalmente no. Prolungato oltre i 3-4 anni, la pressione costante può modificare la posizione dei denti anteriori e la postura della lingua, favorendo il morso aperto.

i 3 Sezioni Articolo

Seguimi su Instagram

Vuoi prenotare una prima visita o richiedere un consulto alla Dottoressa Alice Cutrera?

Scrivi direttamente tramite Instagram oppure contattaci presso gli studi odontoiatrici Dentisti Cutrera.