Stomatite nei bambini: cause, sintomi e cura

Bambino con stomatite visitato dalla dentista pediatrica Alice Cutrera a Gela e Vittoria

i 3 Tabella Dei Contenuti

La stomatite nei bambini è un’infiammazione della mucosa orale che colpisce soprattutto nei primi anni di vita, quando il sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo. Si manifesta con lesioni dolorose in bocca, difficoltà a mangiare e bere, irritabilità e spesso febbre. Mette in allarme quasi tutti i genitori al primo episodio, ma nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di una o due settimane.

In questo articolo troverai una guida completa: le forme più comuni, le cause, i sintomi da riconoscere, cosa fare a casa e quando è utile una valutazione dal dentista pediatrico.

Cos’è la stomatite nei bambini

Con il termine stomatite si indica un’infiammazione della mucosa che riveste l’interno della bocca: guance, lingua, palato, gengive e labbra. Nei bambini questa condizione è piuttosto frequente, perché il sistema immunitario è ancora in fase di maturazione e la mucosa orale è particolarmente delicata e sensibile agli agenti esterni.

Non esiste un’unica forma di stomatite: il termine raggruppa diverse condizioni che hanno cause e aspetti differenti. Alcune sono di origine virale, altre batterica, altre ancora legate a fattori locali come piccoli traumi o carenze nutrizionali. Capire di che tipo si tratta è il primo passo per gestirla nel modo più adeguato.

Le forme più comuni: gengivostomatite erpetica e stomatite aftosa

La gengivostomatite erpetica

La forma più diffusa nei bambini piccoli è la gengivostomatite erpetica, causata dal virus Herpes simplex di tipo 1. Si manifesta tipicamente tra i 6 mesi e i 5 anni, al primo contatto del bambino con il virus, e può essere piuttosto intensa. I segnali caratteristici sono febbre alta, gengive gonfie e dolenti, piccole vescicole che si rompono lasciando ulcere dolorose su lingua, gengive e guance interne. La guarigione avviene spontaneamente, ma il percorso può durare dai 7 ai 14 giorni e in questa fase il bambino soffre in modo evidente.

La stomatite aftosa

Un’altra forma molto comune sono le afte, piccole ulcere tondeggianti di colore bianco-giallastro con un alone rosso intorno. Compaiono singolarmente o in gruppi e tendono a ripresentarsi nel tempo, a differenza della gengivostomatite erpetica che nella forma primaria compare di solito una volta sola. Le cause delle afte non sono sempre chiare: in alcuni casi sono legate a un sistema immunitario reattivo, in altri a carenze nutrizionali come la mancanza di vitamina B12 o di ferro, in altri ancora a un momento di stress fisico o ad alimenti che irritano la mucosa. Le afte si risolvono generalmente in 7-10 giorni.

La stomatite virale

Oltre alla forma erpetica, esistono altre stomatiti di origine virale legate a virus diversi. Una di queste è l’herpangina, causata da enterovirus, che provoca vescicole soprattutto sul palato e in fondo alla gola, spesso accompagnate da febbre improvvisa. Un’altra è la malattia mani-piedi-bocca, anch’essa da enterovirus, che oltre alle lesioni orali causa lesioni cutanee tipiche sui palmi e sulla pianta dei piedi. Riconoscere il tipo di stomatite virale aiuta il medico a orientare la gestione corretta.

bambino con dolore alla bocca sintomi stomatite nei bambini

Le cause della stomatite nei bambini: perché compare

La stomatite nei bambini non compare per caso. La causa più frequente è un’infezione virale, con il virus Herpes simplex in testa, ma nel quadro generale entrano anche altri fattori. Tra questi ci sono carenze nutrizionali (soprattutto vitamine del gruppo B, ferro e zinco), un sistema immunitario temporaneamente indebolito, piccoli traumi alla mucosa orale causati da morsi accidentali o spazzolini, e la reazione a certi alimenti acidi o piccanti che possono innescare episodi aftosi in bambini predisposti.

Approfondimento scientifico Una review pubblicata su PubMed/PMC ha documentato che le carenze di vitamina B12, folato e ferro sono tra i fattori più associati alla stomatite aftosa ricorrente. Leggi lo studio

In rari casi la stomatite ricorrente può essere il segnale di una condizione sottostante che merita approfondimento. Per questo, quando gli episodi si ripetono frequentemente nel corso dell’anno, una valutazione specialistica diventa importante non solo per gestire il singolo episodio, ma per capire cosa c’è alla radice.

Come si prende la stomatite: la contagiosità

Non tutte le forme di stomatite sono contagiose, e questa è una distinzione importante da conoscere.

La gengivostomatite erpetica è contagiosa perché il virus Herpes simplex si trasmette attraverso il contatto diretto con le lesioni, con la saliva o con oggetti contaminati (posate, biberon, giocattoli portati in bocca). Durante la fase acuta, quando le vescicole sono aperte, il rischio di trasmissione è più alto. Questo significa che in quel periodo è opportuno evitare la condivisione di stoviglie e limitare il contatto ravvicinato con altri bambini o con adulti immunodepressi.

Le afte comuni, invece, non sono contagiose. Non si trasmettono da un bambino all’altro e non richiedono isolamento.

Se non hai la certezza di che forma si tratti, il consiglio è sempre quello di comportarsi con cautela e di chiedere una conferma al pediatra o al dentista pediatrico di fiducia, che può fare una valutazione diretta della mucosa.

Quanto dura la stomatite nei bambini

La durata varia a seconda della forma. La gengivostomatite erpetica primaria è quella che dura di più: in media dai 7 ai 14 giorni, con i primi giorni che sono quasi sempre i più difficili per il bambino. La febbre tende a scendere dopo 3-5 giorni, mentre le lesioni orali impiegano più tempo a guarire completamente.

Le afte singole si risolvono di solito in 7-10 giorni. Se le lesioni si moltiplicano o si sovrappongono nel tempo, la sensazione soggettiva di dolore può durare più a lungo.

Una stomatite che non migliora entro due settimane, che peggiora invece di migliorare, o che ritorna spesso nel corso dell’anno merita sempre una valutazione. In questi casi non è utile aspettare: un controllo dal dentista pediatrico aiuta a capire se c’è una causa sottostante da affrontare.

I sintomi: cosa osservare nel bambino

Riconoscere la stomatite nei bambini non è sempre immediato, soprattutto nei più piccoli che non riescono ancora a spiegare dove fa male. I segnali che i genitori osservano più spesso sono il rifiuto del cibo, in particolare di cibi solidi, caldi o acidi, perché la bocca è dolorante, e una irritabilità insolita che va di pari passo con il disagio. La salivazione eccessiva è comune nei bambini molto piccoli, mentre nei più grandi si nota il rifiuto di mangiare e bere normalmente.

Se si riesce a guardare dentro la bocca, si possono vedere lesioni visibili: macchioline bianche, vescicole, ulcere o zone arrossate sulle gengive, sulla lingua, sul palato o all’interno delle guance. Nella gengivostomatite erpetica le gengive possono risultare gonfie e sanguinare al minimo contatto. Un alito sgradevole accompagna spesso le forme più intense, così come una febbre che nelle forme virali può essere alta, soprattutto nei primi giorni.

Non tutti questi segnali compaiono insieme. A volte la stomatite si manifesta con pochi sintomi lievi, altre volte si presenta con forza. L’aspetto da tenere d’occhio è sempre il comportamento del bambino: un bambino che smette di bere o che non riesce a dormire per il dolore è un segnale che la situazione merita attenzione.

Dentista pediatrica visita la bocca di un bambino per valutare la stomatite

Cosa fare a casa per alleviare il dolore

In molti casi la stomatite nei bambini si risolve spontaneamente. Durante questo periodo l’obiettivo principale è ridurre il dolore e fare in modo che il bambino si idrati e si alimenti a sufficienza, perché la disidratazione è il rischio più concreto nelle forme intense.

Sul fronte dell’alimentazione, la scelta migliore è proporre cibi morbidi, tiepidi o freschi: yogurt, puree, gelati, frullati e qualsiasi alimento che non richieda masticazione intensa e non irriti ulteriormente la mucosa. Vanno invece evitati i cibi acidi come il pomodoro e gli agrumi, i cibi piccanti e quelli molto salati, che aggravano il bruciore.

L’igiene orale va mantenuta anche in questa fase, ma con delicatezza. Spazzolare i denti con un tocco morbido non peggiora la situazione: al contrario, una bocca pulita guarisce meglio. In accordo con il pediatra, si possono usare gel lenitivi locali o farmaci per abbassare la febbre e ridurre il dolore. L’importante è non improvvisare con prodotti non indicati per i bambini o con trattamenti non verificati.

Quando portare il bambino dal dentista pediatrico

Non sempre la stomatite richiede una visita urgente, ma ci sono situazioni in cui è davvero importante non aspettare. È utile contattare un professionista quando il bambino non riesce a bere o mangiare da più di 24-48 ore, quando la febbre è molto alta o persiste per diversi giorni, quando le lesioni si allargano o si moltiplicano rapidamente, quando la situazione non migliora entro una settimana o peggiora nonostante le misure adottate a casa. Attenzione anche quando le afte si ripresentano frequentemente nel corso dell’anno, o quando compaiono lesioni nella zona del collo o del viso insieme ai sintomi orali.

Una valutazione da parte di un dentista pediatrico può essere preziosa anche quando i sintomi sembrano lievi. In alcuni casi la stomatite ricorrente è il segnale di una condizione sottostante che merita attenzione: una carenza nutrizionale, una risposta immunitaria alterata, o semplicemente una mucosa particolarmente sensibile che può essere supportata in modo mirato.

Il dentista pediatrico è la figura più adatta a valutare la salute della mucosa orale del bambino nel suo insieme, distinguere tra le diverse forme di stomatite, escludere cause locali legate ai denti o alle gengive e guidare i genitori nelle scelte più appropriate. Non è necessario aspettare che la situazione peggiori: un confronto preventivo può darti le risposte che cerchi.

Se tuo figlio ha già avuto episodi di stomatite o ti trovi spesso a fare i conti con afte ricorrenti, potresti anche trovare utile leggere l’articolo sulla sensibilità dentale al freddo nei bambini, perché in alcuni casi la mucosa orale infiammata e i denti sensibili sono condizioni che si presentano insieme e meritano una valutazione complessiva.

Stomatite nei bambini a Gela e Vittoria: prenota una visita

Se tuo figlio ha avuto un episodio di stomatite, se le afte ritornano spesso o se vuoi semplicemente capire meglio la situazione, una visita di controllo può aiutarti ad avere un quadro chiaro. Durante l’appuntamento valuteremo lo stato della mucosa orale, escluderemo cause locali legate alla dentizione e ti daremo indicazioni precise su come gestire la situazione e come prevenire i prossimi episodi.

Il dentista pediatrico è la figura più adatta a valutare la salute della mucosa orale del bambino nel suo insieme, distinguere tra le diverse forme di stomatite, escludere cause locali legate ai denti o alle gengive e guidare i genitori nelle scelte più appropriate.

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Domande frequenti sulla stomatite nei bambini

Dipende dalla causa. La gengivostomatite erpetica, causata dal virus Herpes simplex, è contagiosa attraverso il contatto diretto con le lesioni o con la saliva. Le afte comuni, invece, non sono contagiose. Per questo è importante capire di che forma si tratta, evitando la condivisione di posate e biberon durante la fase acuta nel caso delle forme virali.

La durata varia a seconda della forma. La gengivostomatite erpetica primaria può durare da 7 a 14 giorni. Le afte singole tendono a risolversi in 7-10 giorni. Se i sintomi persistono oltre due settimane o si ripresentano frequentemente, è consigliabile una valutazione da parte di un dentista pediatrico o del pediatra.

La febbre è presente soprattutto nella gengivostomatite erpetica e tende a essere alta nei primi giorni, per poi scendere progressivamente entro 3-5 giorni. Le lesioni orali, invece, impiegano più tempo a guarire e possono persistere fino a 14 giorni. Se la febbre dura più di 5-6 giorni o è molto elevata, è sempre utile un confronto con il pediatra o il dentista pediatrico.

Durante un episodio di stomatite è importante scegliere cibi che non irritino ulteriormente la mucosa dolorante. Vanno bene yogurt, puree, frullati, gelati e alimenti morbidi freschi o tiepidi. Meglio evitare cibi acidi come pomodoro e agrumi, cibi piccanti, salati o molto caldi. L’obiettivo principale è garantire che il bambino si idrati e si alimenti a sufficienza, perché la disidratazione è il rischio più concreto nelle forme più intense.

Nella maggior parte dei casi sì. Sia la gengivostomatite erpetica che le afte tendono a risolversi spontaneamente, senza bisogno di trattamenti specifici. Il ruolo dei genitori in questa fase è principalmente alleviare il dolore e assicurarsi che il bambino beva abbastanza. Se però i sintomi non migliorano entro una settimana, peggiorano, o il bambino non riesce ad assumere liquidi, è importante non aspettare e rivolgersi a un professionista.

Assolutamente sì. Il dentista pediatrico è una figura specializzata nella salute orale dei bambini e può valutare con competenza lo stato della mucosa, riconoscere la tipologia di stomatite e guidarti nel percorso più adatto. Non è necessario aspettare un peggioramento: una valutazione precoce è spesso il modo migliore per intervenire con tempestività e serenità.

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